1933 La trasvolata di Balbo

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L’idrovolante “Savoia-Marchetti”

Il simbolo del mito

Per la Crociera vennero utilizzati gli idrovolanti “Savoia Marchetti”. Avevano un’apertura alare di 24 metri, erano lunghi 16 metri e mezzo e alti 5; potevano raggiungere i 5.000 metri di quota Balbo vi fece apportare alcuni ritocchi. I due motori FIAT “A 24 R” furono sostituiti con altrettanti “Isotta Fraschini Asso” a 18 cilindri a V, dotati di una potenza di 880 cavalli ciascuno. La capacità dei serbatoi di benzina fu portata a 5.070 litri, per un’autonomia di 4.000 chilometri. La velocità massima fu così elevata a 280 chilometri orari, quella di crociera a 225: il consumo di carburante, a velocità ottimale, era di poco superiore ad un chilo per chilometro. L’equipaggio era costituito da due piloti, un motorista e un marconista. Ma il particolare del quale bisogna tenere assolutamente conto per giudicare quell’impresa è l’ossatura principale degli idrovolanti, di compensato di legno, di cedro e di betulla, ricoperto di tela imbevuta di catrame per renderla impermeabile.