1933 La trasvolata di Balbo

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Il viaggio

Orbetello – Roma via Chicago

Nel luglio 1933 il britannico Times, allora il quotidiano più autorevole del mondo, la definì “la più gigantesca impresa di tutta la storia aeronautica”. Sono passati oltre ottant’anni ma il trascorrere del tempo non ha scalfito minimamente il valore di quella magnifica avventura italiana. L’impresa venne ideata dal regime fascista nell’ambito dei festeggiamenti per celebrare nel 1932 il decimo anniversario della conquista del potere avvenuta con la marcia su Roma del ’22, e le fu dato il nome di “Crociera del Decennale”. Mussolini intendeva sottolineare in forma plateale che l’Italia fascista era in grado di offrire una prova di efficienza nella quale si combinavano la capacità dell’industria aeronautica e l’abilità dell’aviazione militare. Le capacità organizzative di Italo Balbo e il sostegno del regime concorsero a realizzare un’impresa tale da sbalordire il mondo intero. La minuziosa preparazione di ogni particolare della spedizione fece slittare la Crociera al 1933, ma il nome di “Crociera del Decennale” venne mantenuto inalterato. Per prepararsi al viaggio venne istituita ad Orbetello la “Scuola di Navigazione Aerea dell’Alto Mare” dove i piloti, i motoristi e i radiotecnici studiavano meteorologia, astronomia, meccanica e cartografia: l’addestramento pratico consisteva in voli sempre più lunghi in condizioni ambientali sempre più difficili. All’alba del 1° luglio del ’33 partì da Orbetello una formazione di volo costituita da due stormi, ognuno composto da due squadriglie costituite da sei aerei ciascuna: un complesso di 24 idrovolanti dietro ai quali ne volava uno di riserva. In testa l’aereo di Balbo, destinazione New York. 20.000 chilometri, impresa che superò per ardimento e numero di apparecchi tutte le trasvolate compiute fino ad allora.